lunedì 26 luglio 2010

Lavoro, Paura e Rassegnazione

Sabato sera ero ad una festa da amici. Mia moglie ha incontrato un suo ex collega (ex perchè Io e Lei da tempo lavoriamo insieme ai nostri business) ed ovviamente il discorso si è indirizzato sul vecchio lavoro.

Le mie orecchie sono ormai "sintonizzate" sulle frequenze del lavoro dipendente, della libertà finnziaria, degli obiettivi, del denaro, etc. Quindi certi discorsi catturano la mia attenzione.

Il discorso che ho ascoltato dall'ex collega di mia moglie è stato più o meno questo:

"Ormai li al lavoro non si sta più bene. Ogni giorno diventa peggio. Il titolare minaccia continuamente di chiudere. Si fanno continue discussioni anche sulle cose banali, ma queste discussioni diventano sempre più frequenti ed animate." e via di questo passo.

Ho pensato che queste frasi fossero il preludio a decisioni su come cambiare la situazione.

Invece le affermazioni successive sono state:

"Vorrei andare via, ma dove vado. Non si trova nessun altro lavoro che mi consenta di quadagnare quello che guadagno ora. Che non è molto, ma a me basta per andare avanti. Non è compito mio preoccuparmi se l'azienda va bene o va male, se avessi voluto preoccuparmi di questo avrei fatto l'imprenditore. Anche se sto male, tirerò avanti fino a quando l'azienda chiuderà. In quel momento mi preoccuperò di cosa fare."

Nei discorsi di molte persone si trovano spesso gli stessi elementi che riassumo:
  • Paura di cambiare (anche se la situazione attuale è dolorosa).
  • Mancanza di fiducia nelle proprie possibilità (anche se si hanno delle capacità e delle abilità).
  • Credenze limitanti sul denaro (desiderio di possedere più denaro ma pensare che si possa guadagnarne di più solo in modo illegale ed in generale detestare le persone ricche).
  • Credenze limitanti sul mondo del lavoro e la possibilità di guadagno (non c'è lavoro, non circolano soldi, etc.).
  • Mancanza di formazione (No computer? No inglese? .... No Party !!!).
  • Incapacità di adeguarsi ai tempi che cambiano (speranza di ritornare a tempi migliori).
Ci sono invece molti modi per guadagnare, basta solo avere voglia di uscire dalla propria area di confort e decidere di pagare il prezzo per ottenere quello che si desidera.

Il prezzo pùò consistere nel dedicare qualche ora allo studio ed all'apprendimento di nuove abilità. Rinunciando a stare comodamente adagiati sul divano a guardare la propria trasmissione preferita. Può consistere nel frequentare persone che i risultati li ottengono, pagando corsi di formazione, anche se questo significa rinunciare a qualche capo di abbigliamento, ad una passeggiata fuori porta, o a qualche altro modo in cui si spende il proprio denaro.

Avrei voluto chiedere a questa persona quanto tempo dedicasse ad acquisire nuove abilità. Se avesse compreso quanto sia importante saper usare il personal computer, internet e la posta elettronica. Se stesse dedicando tempo a capire i nostri tempi e non pensare per sentito dire o ricordi di tempi andati.

Ma in realtà sapevo già tutte le risposte che mi avrebbe dato.

Continuo a pensare che è sempre più necessario trasformare le conoscenze e le modalità della mia attuale attività, in un corso di formazione che permetta alle persone di integrare, e poi sostituire, la propria fonte di reddito principale. Il sistema è ormai abbastanza collaudato e trasferibile.

A me questa attività ha permesso di ottenere molta libertà, una certa costanza nel reddito, una grande soddisfazione nel farla.

Chi fosse interessato mi scriva.


  
   

giovedì 22 luglio 2010

Un ulteriore motivo per occuparsi della propria libertà finanziaria

Leggo con sgomento un articolo dal quotidiano 'Il Mattino'.

Il rapporto Svimez sull'economia del mezzogiorno d'Italia, descrive una situazione drammatica. Una famiglia meridionale su 5 non ha abbastanza soldi per le cure mediche ed per il riscaldamento.

Nel 2008 a 30 famiglie su cento sono mancati i soldi per i vestiti, 17 su 100 hanno pagato le bollette in ritardo, 8 su 100 ha rinunciato ad alimenti necessari.

Il quadro è assolutamente desolante ed è la conseguenza di una educazione al lavoro dipendente che non c'è.

Veniamo educati a svolgere un compito in modo diligente e senza preoccuparci del risultato ma prevalentemente dell'impegno profuso. Quindi dopo aver studiato e preso un diploma (magari una laurea) riteniamo di aver fatto il nostro dovere ed aspettiamo di dover occupare un posto di lavoro da qualche parte e ricevere un compenso per il tempo impiegato a fare ciò che è richiesto. Come a scuola, nel mondo del lavoro conta di più la puntualità e l'obbiedienza alle regole. L'iniziativa personale è vista come il fumo negli occhi.

La maggior parte delle persone non è educata ad autodeterminare il proprio modo di guadagnare. E questo provoca inevitabilmente il fatto che tanta gente soccombe ad una realtà lavorativa che non corrisponde alle aspettative e alla formazione che si è ricevuto.

Essere in grado di prendersi la responsabilità, prevede una formazione specifica. Finchè le persone non cominceranno a formarsi per guadagnare da attività realizzate in autonomia, in un mondo che non è quello di qualche decennio fa, dove ora impera l'informatica ed internet, dove i lavori più umili e faticosi c'è la concorrenza degli immigrati, il numero delle famiglie indigenti sarà destinato ad aumentare.

C'è tanta gente che pensa che è un brutto periodo e che passerà. Che ritorneranno i tempi migliori. Questa gente ha ridotto e sta riducendo i consumi, nella speranza di resistere fino al momento in cui le cose cambieranno. Ebbene queste persone sono destinate a grandi sofferenze.

Evolvete le vostre credenze sul mondo del lavoro e formatevi per affrontare il mondo che cambia.
I tempi andati non ritorneranno e bisognerà imparare a cambiare rapidamente come cambia il mondo.

Potete pensare che sia una fatica o un gran divertimento.

A voi la scelta!

domenica 18 luglio 2010

Restare sintonizzati sul cambiamento

Avverto un timore.

Che in mancanza di energia sul cambiamento, la forza persuasiva del mondo dei mass-media e della società in genere, possa farci retrocedere rispetto ai traguardi raggiunti finora.

Sono un sostenitore della formazione costante e permanente. Formazione prima psicologica e poi tecnica.

Senza formazione sono convinto che non si possa aspirare a nessun cambiamento.

Ma senza costanza nella formazione (ed intendo libri, ebook, audiocorsi e corsi dal vivo) si rischia di regredire agli stadi di consapevolezza precedenti.

Tutto quello che abbiamo intorno, ci forza ad essere in un determinato modo. Ad avere pensieri e desideri standard. Quelli che multinazionali, gruppi di potere e stato determinano per noi. Per indurci a vivere una vita che non scegliamo noi, ma ci viene "suggerita" in modo molto persuasivo. Utilizzando tutti i modi (anche sporchi) per ottenere il risultato.

E se non abbiamo la forza di scegliere una vita diversa, restiamo invischiati nei vecchi schemi. Se non ci sforziamo di uscire dalle vecchie abitudini ed affrontare il disagio che proviene dal cambiamento. Dalla paura che proviene dal cambiare le regole e gli schemi. Siamo destinati a tornare al punto di partenza.

Occorre restare sintonizzati sul cambiamento. Altrimenti finiamo per essere risucchiati dalle nostre vecchie abitudini, dai vecchi schemi di pensiero.

E quindi sono attento alle opportunità di ridare energia ai pensieri sul cambiamento e forza e determinazione ad attuarlo.

Cerco di discriminare le cose buone, dalle cose meno buone. Cerco di distinguere chi ha messaggi originali da comunicare da chi non ne ha. Ovviamente dal mio punto di vista.

Ho visto che a settembre c'è un seminario di Bob Proctor. Uno degli autori di "The Secret".

Ho letto "The Secret" molto tempo fa. E credo che Bob Proctor sia una di quelle persone che ha qualcosa di interessante ed utile da sentire.

Personalmente parteciperò a questo evento. Per almeno 2 motivi.

Il primo perchè i contenuti dell'evento sono interessanti.
E utile a comprendere altre sfumature su come si può reinterpretare la vita per arrivare a scegliere un modo di viverla più vicino ai nostri valori profondi.

Il secondo è che capita a metà settembre.
Quindi molto adatto a ridare energia al cambiamento al rientro dalla vacanze.

Qui sotto trovate il link all'evento.
Cliccate e leggete i contenuti del corso e poi scrivete i vostri commenti qui nel blog.

Aspetto di leggere le vostre considerazioni.


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mercoledì 14 luglio 2010

Ho letto un interessante articolo di Marco de Veglia sull'internet money, la libertà finanziaria e la specializzazione intitolato "Specializzàti, liberatevi con Internet!".

Vi suggerisco di leggerlo.

Per i più pigri lo sintetizzo:

"La rivoluzione industriale ha inventato la specializzazione. Aveva bisogno di tante persone de-specializzate per far fare a ognuno un compito semplice. Così potevano farlo anche i bambini e i contadini analfabeti che non parlavano la lingua.

E poi l’abbiamo portato nel terziario avanzato che di avanzato non ha nulla. I nostri uffici, i nostri lavori sembrano fabbriche del diciottesimo secolo. Magari creiamo siti Internet o finanza globale ma sembra di lavorare in una filanda a vapore del 1800.

Lavoriamo con un modello di lavoro di 200 anni fa.

E siamo così inseriti in questo sistema che non lo vediamo. Ci dicono “specializzati altrimenti non trovi lavoro” e ci crediamo. Certo che non trovi lavoro nell’ingranaggio.

Ma per fortuna c’è un’alternativa all’essere una rotellina dell’ingranaggio. C’è un modo per liberarsi e tornare persone a 360° invece che a 90°. La tecnologia e la globalizzazione ti consentono di liberarti, se sai come usarle."

Tra i commenti troverete anche il mio che per comodità di lettura ho inserito anche qui sotto.


Il mio commento:

"Anche io sono completamente d'accordo.



Subiamo una educazione scolastica da era industriale, il cui scopo era educare le persone a svolgere (bene) un compito ma senza dover prendere decisioni. In cambio di ciò la "società" si prendeva cura della persona.


Ed ancora oggi vediamo persone che si preparano anche all'università e poi si mettono in attesa di qualcuno che gli dia un compito da svolgere.


Non siamo educati a prenderci la responsabilità di noi stessi.


Io dopo aver avuto una lunga esperienza da imprenditore nello sviluppo e vendita di software gestionale, mi sono dirottato verso il trading online.


Ora vivo principalmente di questo.


Ed a questo punto dico la mia sulla faccenda della specializzazione.


E' errato specializzarsi conoscendo "soltanto" le cose del tuo ristretto ambito di applicazione.


Ad esempio un mio parente studia lingue ed è specializzato nella dialetti di una parte dell'africa (Somalia ed altri paesi che non ricordo). E' molto in gamba. Ma vive da precario in ambito universitario ed avrà una unica possibilità di lavoro. Nel senso di un unico posto di lavoro. Aspettare che il docente di quella unica cattedra vada in pensione. Non ci sono altre possibilità di utilizzare la sua competenza.


E' un caso limite ma chiarisce il senso della eccessiva specializzazione.


E' necessaria una conoscenza vasta di tutto quello che ruota intorno a ciò che fai. Occorre avere curiosità. L'approfondimento deve essere finalizzato ad avere le conoscenze sufficienti a rendere remunerativo ciò che intraprendi.


E' chiaro che se non sai quello che fai, i risultati è difficile che potranno essere utili. Più ti approfondisci, più sei competente e più risultati puoi ottenere.


Ma in una ottica in cui devi essere autosufficiente. Non è opportuno essere una rotella di un ingranaggio che senza l'ingranaggio non ha senso."

I Super ricchi tornano ai livelli pre-crisi...e tu?


Qualche anno fa leggevo che essere ricchi dipende da un certo modo di pensare al denaro e alla ricchezza e dall’atteggiamento nella gestione del denaro. Pensavo non fosse vero.

Leggevo che un povero che riceve una ricchezza improvvisa, nel giro di un paio di anni torna nelle condizioni iniziali. Un ricco che perde la propria ricchezza nel giro di un paio di anni ritorna ancora più ricco di prima. Ed anche questo stentavo a crederlo.

In un periodo di crisi, dove la maggior parte delle persone si lamenta per la diminuzione della propria capacità di spesa, nel 2009 il numero dei ricchi e degli ultra-ricchi è cresciuto.

Per ricchi si intende chi ha un patrimonio personale di oltre un milione di dollari. Per ultra-ricchi chi ha un patrimonio personale superiore a 30 milioni di dollari.

Questo dovrebbe far riflettere che la crisi non è per tutti.
Ho trovato interessante l’articolo su www.iforum.it relativamente a questo argomento.

Ho stralciato alcune parti dell’articolo che secondo me fanno riflettere, mentre l’intero articolo lo trovare all’indirizzo: http://www.itforum.it/xcontent/index.php?id=1431

“Nonostante la congiuntura sfavorevole non ancora alle spalle, il numero dei ricchi (ovvero degli individui il cui patrimonio supera il milione di dollari esclusa la prima casa) ha ripreso a salire (+17% nel 2009), tornando a quota 10 milioni su scala globale.” … “I dati indicano che nel complesso sono state recuperate le perdite registrate nel 2008. Questo è in sintesi quanto riporta la quattordicesima edizione del World Wealth Report, il rapporto annuale sulla ricchezza nel mondo, presentato nella giornata di ieri da Merrill Lynch Global Wealth Management in collaborazione con Capgemini.”

“Nonostante la popolazione mondiale dei paperoni rimanga concentrata negli Stati Uniti, in Giappone e in Germania (che nel 2009 contano insieme il 53% dei ricchi mondiali), a guidare la ripresa sono stati i mercati emergenti e in particolare l’area dell’Asia-Pacifico. I ricchi asiatici sono infatti aumentati del 31%”

“Complessivamente, i portafogli dei ricchi e degli ultra-ricchi hanno fatto segnare un ritorno, moderato, al segmento azionario (dal 25 al 29%). Ciò nonostante, sono aumentati gli investimenti con rendimenti più prevedibili, la quota destinata a strumenti a reddito fisso è infatti passata dal 29 al 31%. Insomma, malgrado i segnali di ripresa, la fiducia non è ancora pienamente tornata, nemmeno tra gli investitori con più alta propensione al rischio.”

“Anche in Italia il numero e il patrimonio dei ricchi crescono, ma meno della media mondiale. A fine 2009, i ricchi del Belpaese (che si piazza nono nel ranking mondiale) si attestano sui 180 mila circa (+9% rispetto al 2008). Nel 2007 il numero supera i 200 mila, quindi non si può dire di essere tornati ai livelli pre-crisi”

domenica 6 giugno 2010

LE PROFEZIE DI GINADAMUS – Disoccupazione e Cambio Euro Dollaro


Era martedì 8 dicembre quando ho sentito per la prima volta la necessità di esprimere in modo divertente le mie opinioni sulle notizie economiche che circolavano in giro.

Mi sono divertito ad immaginarmi un novello Nostradamus ed ho intitolato il post “la profezia di Ginadamus”.

E’ mia convinzione che le notizie che ci arrivano da televisione, radio e stampa, non rappresentano la realtà dei fatti, ma soltanto la voce del governo, e delle mani forti, che pilotano l’opinione pubblica verso “verità” non vere. I fatti vengono modificati ad arte e quando non è possibile, l’interesse delle persone viene dirottato verso notizie di secondaria importanza per la nazione, ma che stimolano le emozioni profonde delle persone (omicidi, sesso, gossip, etc.).

Ho cominciato per esprimere la mia convinzione sulla bugia della ripresa economica e della disoccupazione che sarebbe diminuita.

Ho scritto in modo chiaro che avrei ripreso l’argomento nella tarda primavera ed ero convinto che la disoccupazione sarebbe invece aumentata. E’ così è stato.

La prima profezia di Ginadamus si è avverata.

Ora leggo in giro tante notizie.

Quella che mi colpisce di più riguarda il cambio Euro-Dollaro. Mi coinvolge direttamente, perché una parte dei miei guadagni proviene proprio dal trading su questo cross.

Ecco la notizia a firma dell’economista Nouriel Roubini, della New York University:

«Nel corso del prossimo anno (2011) l'euro andrà verso la parità nei confronti del dollaro, se non ancora più in basso. I fondamentali delle due economie giustificano questa debolezza. Se questo processo avverrà in maniera graduale non è una cosa di cui preoccuparsi, anzi sarà un beneficio per l'economia della zona euro»

E’ chiaro che non c’è confronto tra me e Roubini in termini di competenza in economia, di esperienza e di notorietà.

Ma mi pongo una domanda: “Roubini investe il suo denaro? E lo fa coerentemente con quanto afferma?”

Nella mia esperienza mi sono imbattuto spesso in persone che fanno gli analisti di un particolare settore di mercato. Ma sorprendentemente queste persone non investivano nei settori che analizzavano, suggerivano e discutevano. Erano pagati per analizzare. Non per rischiare sulla base delle loro analisi.

Ho imparato a diffidare dagli analisti e ad ascoltare chi investe e rischia il proprio denaro. In particolare chi la fa in modo vincente e vincente con continuità.

Quindi, istintivamente, non riesco a fidarmi della analisi di Roubini. Non credo che le cose andranno così. E mi sbilancio in una “profezia”. Che solo “profezia” non è in quanto investo e rischio il mio capitale coerentemente con quanto affermo.

La profezia è che il cross euro-dollaro scenderà fino in area 1.10 entro la fine dell’estate per ritornare in area 1.20 per la fine dell’anno. Non credo che andrà sotto la parità.

Vedremo come andrà a finire.

domenica 2 maggio 2010

Primo maggio festa?! dei lavoratori


Già da ragazzo la festa del primo maggio non mi coinvolgeva. La consideravo una occasione per avere una giornata in più di tempo libero. Eppure anche io ero un lavoratore dipendente.

Non sono mai riuscito a sentire l’orgoglio di essere un “lavoratore”. E ogni anno che passa e viene celebrata questa giornata, sono sempre più preoccupato. Per gli altri.

Questa giornata io la accosto mentalmente ad un’altra giornata che non condivido. 8 marzo. Festa della donna. Ancora un’altra occasione per rendersi conto che le cose funzionano al contrario.

Spiego il mio punto di vista. E sempre tenendo presente che le mie idee sono rivolte alla libertà finanziaria e personale. So che molti non le condivideranno.

Partiamo dall’8 marzo ed arriviamo al primo maggio.

La giornata dell’8 marzo nasce per ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo.

Io immagino la festa dell’8 marzo come una giornata in cui donne e uomini possano riflettere insieme sulle ingiustizie e le disuguaglianze per costruire insieme un futuro migliore. Ribadisco “costruire” ed “insieme”.

Invece questa giornata non conserva alcun contenuto di riflessione e si limita soltanto ad essere un momento di “divisione” tra uomini e donne ed una occasione di marketing per le multinazionali. Di fatto è una giornata nella quale la donna “sottolinea” la sua condizione di oggetto di discriminazione. Molte donne mettono distanza dagli uomini organizzandosi in autonomia e replicano in versione femminile quello che per tutto l’anno criticano nel comportamento degli uomini.

Una occasione per costruire ed unire, viene trasformata in una occasione per distruggere e dividere.

Torniamo al primo maggio.

Ed ecco perché le cose anche in questa festa funzionano al contrario. Almeno per me.

Avete mai visto un carcerato che in prossimità del termine della pena manifesta per ottenere un ulteriore periodo di detenzione? Immaginiamo di no. Eppure è quello che finisce per accadere.

Molte persone nel carcere finiscono per sentirsi a loro agio con i “loro pari”. Con persone con le quali riescono a condividere il loro stato. E nel momento in cui potrebbero essere liberi, tornano a delinquere perché il carcere non li ha rieducati. Probabilmente torneranno a cercare la loro “zona di confort”.

La libertà significa anche la necessità di decidere con la propria testa, di prendere decisioni, andare incontro all’ignoto e rischiare di sbagliare. E pagarne il prezzo.

Coloro che il giorno del primo maggio manifestano per il diritto al lavoro, non comprendono la possibilità di manifestare per la libertà. “Lotta per il posto di lavoro” è l’unica frase che si ripete. Avete mai sentito parlare di “lotta per la propria indipendenza e libertà”?

Si parla e si lotta per il “diritto” ad essere soggiogati. Ad essere “dipendenti” ma dal sistema, dalla falsa sicurezza dello stipendio.

Io vedo un pericolo nel lavoro dipendente che i lavoratori dipendenti non vedono. Il pericolo di dipendere in tutto e per tutto da quel lavoro. Si affida la propria vita ed il proprio futuro ad un'unica possibilità di guadagno. Se si perde quella, spesso è tragedia.

Ma prendere atto di questo rischio non fa cambiare l’atteggiamento. C’è troppa paura di prendersi responsabilità, di rischiare di fallire. E molto più facile delegare a altri (stato, governo, datore di lavoro) la responsabilità delle scelte. Mettiamo così la nostra vita nelle loro mani.

Cito il film Matrix: “Sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la tua mente..”

La nostra prigione sono le nostre credenze. Le mura di questa prigione sono fatte della nostra paura di prenderci la responsabilità di agire.

Eccomi di nuovo


Ciao a tutti.

Dopo un lungo periodo di riflessione e tanti cambiamenti, sono di nuovo pronto per dedicare del tempo a questo blog.

Il periodo che va dall'ultimo post ad oggi è stato per me ricco di soddisfazioni e cambiamenti. Quasi 5 mesi di silenzio sul blog, ma tanta attività nella vita reale. tutti nella direzione voluta: la libertà finanziaria.

Le novità sono tante come le cose da raccontare.

Proverò a raccontare i fatti, ma ritengo che la parte più importante sia quella delle emozioni.
E' stato proprio l'ulteriore evoluzione nei sentimenti che provo verso le cose della vita a dare i risultati migliori.

Auguro a tutti di poter provare le gioie e le soddisfazioni che provo ora.

Al prossimo post

giovedì 10 dicembre 2009

Network marketing: quanti pregiudizi!


Ogni volta che mi trovo a parlare con le persone del network marketing mi trovo di fronte quasi sempre alla stessa reazione: “E’ un multilevel. No. Non mi interessa”.

Ed in genere non vogliono neppure approfondire il prodotto/servizio proposto tramite il network marketing (in avanti NM).

Perché le persone oppongono un rifiuto così netto ad una forma di lavoro e guadagno così attuale ed adeguata ai tempi che cambiano?

Proviamo a dare una risposta.

Molte persone collegano il NM con “vendere”. In altre parole ritengono di dover tentare di vendere a qualcuno un oggetto/prodotto/servizio che non vuole e di cui non ha bisogno con l’insistenza e/o con tecniche di persuasione.

Per quanto il NM è molto lontano da questa modalità, è sufficiente tornare indietro di qualche anno per ricordare alcuni prodotti/servizi che sono stati proposti con il sistema della vendita multilivello. In quei sistemi non era il sistema ad essere sbagliato, ma il modo in cui l’azienda lo interpretava.

Il modo peggiore è quello in cui non c’è un prodotto/servizio e in realtà non si tratta di un NM ma una catena di s. Antonio (o schema Ponzi). In questo sistema per partecipare al sistema di guadagno chi si iscrive deve pagare una quota di ingresso. Questa quota non da diritto a nessun prodotto/servizio ma paga i livelli superiori. Il sistema sta in piedi fino a quando la velocità di ingresso di nuove iscrizioni diminuisce. A questo punto il sistema non è più in grado di pagare le persone che stanno già dentro il network, ed il tutto collassa.

Altre modalità “fastidiose” sono quelle in cui le persone finiscono per infastidire amici, parenti e conoscenti, facendo continua pressione affinché acquistino il loro prodotto/servizio.

E’ chiaro che se nella mente delle persone NM significa “ossessionare” i propri contatti o vendere “aria fritta” o proporre qualcosa che si rivela una fregatura, è chiaro non si avvicinerà al NM.

Se poi le persone vengono illuse con guadagni stratosferici e “senza lavorare” perché “dopo 3 mesi la tua rete lavora per te”, ci troviamo di fronte ad un ulteriore inganno.

Il network marketing può essere un modo per distribuire prodotti/servizi molto serio, Che da guadagni sufficienti per integrare un reddito e, se si lavora con metodo e cura, anche sostituirlo.

Non è il metodo in se ad essere sbagliato o giusto. Dipende dalla serietà dell’azienda che lo propone e da come viene strutturato. Ci sono molte valide aziende che propongono NM molto validi. Occorre saper selezionare. Ma i risultati possono essere veramente molto interessanti.

Il mondo del lavoro è in grande cambiamento. Non tutti se ne rendono conto o vogliono prenderne atto. La necessità di un guadagno integrativo e sempre più impellente per molte persone. Tanti vedono la fine della propria attività lavorativa e non riescono a trovare una soluzione alle solite condizioni.

La speranza di trovare una via d'uscita con un'attività sostitutiva riguarda tutti. È per questa ragione che il Network Marketing può rappresentare una valida alternativa. Milioni di persone rivolgono la loro attenzione verso le piccole attività imprenditoriali, poiché esse rappresentano un'importante forma di riconversione del lavoro dipendente tradizionale.

L'aspirazione a mettersi in proprio è in forte crescita. Oltre alla necessità di guadagno (sostitutivo o integrativo) c’è il forte desiderio di affermazione personale. Qualcosa che difficilmente si può realizzare lavorando come dipendente o svolgendo un'attività non sentita come propria.

Il NM ha grandi vantaggi.

Non è una semplice attività di vendita, ma una vera opportunità imprenditoriale. Nel Network Marketing non c'è bisogno di “vendere”, nel senso abituale della parola. Si tratta, invece, di condividere con amici, conoscenti e parenti un prodotto e un'opportunità. Come? Parlandone, semplicemente.

Permette una grande libertà ed organizzazione del proprio tempo. Si smette di dover dipendere da orari e turni di lavoro.

Consente di lavorare con strutture orizzontali. Tutti sullo stesso piano. Non ci sono gerarchie e senza vincoli di subordinazione.

Insegna a collaborare e fare squadra. Permette ala gente di aggregarsi e di lavorare per uno scopo comune.

Permette di svincolarsi dal limite della propria produzione personale. Non si può lavorare, per assurdo, più di 24 ore. Con la rete è possibile guadagnare con le royalties derivanti dalla propria rete. E guadagnare anche cifre consistenti. Ma non bisogna credere che non ci voglia impegno. E’ un lavoro come gli altri. Anzi anche meglio. Sprona le persone a studiare la comunicazione, la leadership, le tecniche di vendita. Ai altre parole ad investire su se stessi e migliorarsi.

Termino questa prima parte con l’augurio di aver dissolto almeno un minimo dei pregiudizi sul NM.


martedì 8 dicembre 2009

Le profezie di Ginadamus. Lavoro e disoccupazione

In Italia i disoccupati sono oltre due milioni. Il tasso dei senza lavoro a ottobre è salito all'8%, il livello più alto da novembre 2004. l'Istat precisa che i senza lavoro superano i 2 milioni per la prima volta da marzo 2004. In ottobre nell'eurozona il tasso di disoccupazione è risultato stabile a quota 9,8%, lo stesso livello di settembre. Lo rileva l'Eurostat, l'istituto di statistica europeo.

Vorrei fare 2 alcune considerazioni

La prima riguarda come si da la notizia. Sembra quasi che ci si debba considerare fortunati ad avere in Italia un tasso di disoccupazione più basso della media europea.

Ti senti fortunato?

Come? Non sento.

Non mi sembra di aver sentito: che culo a stare in Italia!

Eppure il tentativo è quello. Far sembrare la faccenda meno grave di quella che è. Ti invitano a stare tranquillo. Ad aspettare perché la ripresa è in atto. E quindi occorre pazientare che la ripresa economica farà la sua parte e riprenderà l’occupazione.

E’ assoluta disinformazione.

Proviamo a fare una scommessa. Proviamo a vedere come sarà la situazione del mercato del lavoro nella tarda primavera. Io dico che il tasso di disoccupazione aumenterà.

Le imprese boccheggiano e non possono fare altro che contrarre i costi e ottimizzare le attività. Le banche, da parte loro, non intendono per il momento dare nessun aiuto alle imprese e non credo lo faranno nell’immediato futuro. E questo non gioverà certo alle imprese ed alla ripresa.

Quello che mi preoccupa veramente e che nessuno vuole vedere le cose come stanno veramente. L’Italia sta messa male e le imprese peggio. Ma oltre a questo è il mercato del lavoro che sta cambiando. Ma nessun dipendente vuole accettare questo stato di cose. Ogni anno che passa il lavoro dipendente diventa sempre più precario. E quando è a tempo indeterminato è quasi sempre a tempo limitato.

Non è più pensabile l’epoca in cui si entrava in una impresa e ci si trascorreva l’intera vita lavorativa. Premiata alla fine con una bella pensione.

Il turn over dei posti di lavoro, il precariato, gli stipendi non sufficienti a volte ad una vita decorosa, la difficoltà a trovare una collocazione adeguata perché per i pochi posti buoni occorre veramente tanta formazione, non sono motivi sufficienti a far capire che è finita un’epoca.

Non è più l’epoca del “posto di lavoro”.

Siamo nell’epoca del lavoro fai da te, autonomo, professionale, imprenditoria.

Occorre trovare la forza ed il coraggio per autodeterminarsi. Occorre capire che occorrono idee ed energia. Serve il coraggio di rischiare.

Ma non è facile.

Nel prossimi post cercherò di tracciare un percorso per consentire a chi vuole passare dal lavoro dipendente al lavoro indipendente, ma non sa come fare. Non sa da dove cominciare. E’ preso dal timore di fare quel passo che nessun autonomo hai mai rinnegato. Fare il primo passo verso la propria libertà.


domenica 6 dicembre 2009

Altra bella giornata di formazione


Abbiamo vissuto insieme un’altra bella giornata di formazione ed ho molti motivi per essere contento. Ho trascorso due giornate con il team che si allarga e si consolida. Ho la sensazione che più passa il tempo e più le diversità caratteriali diventano meno importanti e lo spirito di gruppo sembra avere la meglio.


Abbiamo scelto di trascorrere il nostro sabato al BEATIFUL DAY 2009 organizzato da EKIS.

Partiti il venerdì pomeriggio alla volta di Modena dove abbiamo trovato posto per passare la notte, ma abbiamo, come al solito, il problema di cenare. Da noi la notte finisce tardi. Qui al nord invece se non arrivi in tempo rischi di restare senza cena. E’ quello che abbiamo rischiato.

Abbiamo girovagato per un po alla ricerca di un posto dove mangiare ed alla fine l’unico aperto era, guarda caso, un ristorante pizzeria gestito da Napoletani, dove abbiamo mangiato benissimo e pagato veramente poco per la qualità: qualche pezzetto di pizza come antipasto e poi linguine all’astice e risotto allo scoglio. Il tutto annaffiato con un buon bianco con le bollicine.


La mattina sveglia abbastanza presto (considerando l’ora tarda per andare a dormire), colazione al bar e via a S. Giovanni in Persiceto dove ci attende la nostra giornata di formazione.

La location è un cinema di periferia dove possono essere ospitate circa 500-600 persone. Quanti erano i posti disponibili per la prenotazione. Non si paga un vero e proprio biglietto per il corso. La EKIS lo organizza gratuitamente e chiede soltanto un versamento minimo di 25 euro per l’acquisto di un neuro-navigatore. Un apparecchio medicale che verrà donato all’associazione BIMBO TU. Questa cosa ci è piaciuta molto perché ci vede molto allineati nell’aiuto ai bambini meno fortunati.


La giornata inizia con un lungo intervento di Livio Sgarbi che dura fino alla pausa pranzo. Gli argomenti da toccare sono la salute, il denaro, la sfera professionale e quella privata. Livio Sgarbi si occupa di parlare del primo argomento (http://www.liviosgarbi.com/ ).

Livio Sgarbi parla di salute, alimentazione e disinformazione alimentare e salutistica. E spiega i mali di cattive abitudini alimentari, uso di farmaci e prodotti dell’industria alimentare. Nell’ascoltare Livio Sgarbi ci risuonano di nuovo le parole di Anthony Robbins di questo fine settembre 2009 a Roma. Il messaggio è lo stesso anche se per motivi di tempo molto compresso.


Dopo pranzo è il momento di Roberto Pesce che fa un intervento di una quarantina di minuti sulla libertà e l’intelligenza finanziaria (http://www.robertopesce.com/ ). Roberto Pesce si sofferma sulla necessità del risparmio e della necessità di uno stile di vita sostenibile. Dove gli sprechi possono essere evitati, e dove il risparmio lo si può trovare anche soltanto limitando comportamenti ed abitudini che danno l’illusione di vivere bene ma che sono solo una trappola fatta di consumi. Riporta l’esempio della “ruota del criceto” di R. Kiyosaki e fa degli esempi su come con un capitale di 50.000 euro ed un risparmio di 300 euro al mese investiti all’8,5% all’anno si possa diventare più che milionari in 25 anni. Il pubblico si sorprende sentendo parlare di investimenti al 8,5% all’anno. E Roberto Pesce di impegna a dimostrare che non solo questo livello non è impossibile ma che si può fare di più. E lo spiega chiarendo come le banche guadagnano sulle nostre cattive abitudini di spesa con l’indebitamento con le carte revolving ed il credito al consumo.

Noi del gruppo ci guardiamo e sorridiamo sornioni a queste affermazioni.

Si sorprendono dell’8,5% all’anno. E se parlassimo di 8,5% al mese? E a settimana?

Da tempo abbiamo avuto l’evidenza che si può fare molto di più di quello che le banche ci hanno insegnato. E solo questione di “cultura finanziaria”. Quella che nessuna scuola ti insegna.

Chiude il pomeriggio Charlie Fantechi (http://www.charliefantechi.com/ ),uno psicologo specialista di ipnosi, che fa uno splendido intervento sulla televisione e sul modo in cui veniamo guidati e strumentalizzati attraverso questo strumento. E chiarisce la necessità di avere sempre attenzione vigile sulla nostra mente e sulla nostra capacità critica.

Fantechi chiarisce che il nostro cervello funziona in 4 gamme di frequenze d’onda. La BETA che è quella in cui siamo attenti e vigili. L’ALFA quando siamo concentrati ad ascoltare. Quella THETA in cui siamo molto assorti e siamo in modalità di programmazione ed infine quella DELTA durante il sonno.

Ci fa notare come un uso scorretto della televisione ci fa diventare praticamente indifesi dalla “programmazione” degli spot televisivi.

La giornata si può riassumere nella necessità di guardare le cose quotidiane da altri punti di vista, mettere in discussione le nostre credenze e cercare di uscire dalla ignoranza pilotata dai poteri forti.

Il viaggio di ritorno ci vede stanchi ma felici.

Promettiamo a noi stessi di cercare più spesso possibile le occasioni per stare insieme e restare sintonizzati sul cambiamento e sulla formazione permanente.


lunedì 23 novembre 2009

Vivere di trading si può?


Tra i molti modi di arrivare all’indipendenza finanziaria, uno è veramente alla portata di molti.

Il trading online.

E scrivo volutamente per “molti” e non per “tutti”. Non è un errore.

Quando io ho cominciato con il trading online, ero convinto che tutta la faccenda si limitasse a conoscere dei sistemi per sapere quando acquistare e poi guadagnare.

Non sapevo quando ero lontano dalla realtà.

Solo dopo aver perso un po di denaro, mi resi conto che non era poi così facile. Avevo studiato la lettura dei grafici e l’analisi tecnica. Sapevo distinguere alcuni indicatori e oscillatori. Sapevo leggere un grafico con le candele giapponesi ed altri fatti tecnici.

Ma di guadagnare: niente!

Leggendo e studiando ho scoperto che mancavano alcuni importanti tasselli al mio mosaico. Si trattava della gestione del denaro (money management e position sizing) e la parte psicologica.

Effettivamente la conoscenza dell’analisi tecnica e quella dei mercati è essenziale. Ma senza completare questa conoscenza con una corretta gestione del proprio capitale e senza avere il controllo delle proprie emozioni, è difficile uscire vincenti dal trading.

Si può trasformare l’esperienza del trading da una occasione per perdere denaro, in una in cui invece lo si può guadagnare.

Personalmente ho preferito approfondire la conoscenza della materia con delle sessioni di coaching personali.

Ho conosciuto Nicola D’Antuono prima su internet. Poi ho visto una sua pubblicazione su Bruno Editore (un ebook su come guadagnare con il trading) ed infine partecipando ad un suo corso sulla gestione del denaro.

Oltre al piacere di trovare un esperto della materia veramente competente, nonostante la giovane età, ho trovato una persona profonda e sensibile. Proprio come piace a me. Una persona che ha letto gli stessi libri ed ha fatto un analogo cammino di crescita personale.

Se volete avvicinarvi al trading, fatelo con Nicola D’Antuono. Vi garantisco qualità professionale ed umana.

http://www.nicoladantuono.com/index.php?option=com_wrapper&view=wrapper&Itemid=30


domenica 22 novembre 2009

L’importanza della formazione


Ho creduto da sempre alla necessità della formazione. Quando mi occupavo soltanto di informatica la mia formazione era essenzialmente tecnica. Nella mia professione il cambiamento è stato sempre costante e rapido, tanto da farmi comprendere subito la necessità della formazione “permanente”.

I sistemi di sviluppo del software (sono stato per quasi 20 anni uno sviluppatore di software) cambiavano tanto rapidamente che non si faceva in tempo ad imparare una nuova versione, e cominciare a sviluppare per guadagnare, che ne usciva una nuova. Un dramma.

Questa mentalità aperta al cambiamento continuo non mi ha fatto trovare in difficoltà quando il mio focus è passato dai fatti “tecnici” a quelli inerenti allo sviluppo personale.

Ho compreso anche in questo caso che l’evoluzione che può avere un individuo è senza limiti. Non si può mai dire di essere arrivati. E studio ed approfondisco la conoscenza di me stesso, dei miei limiti e delle mie potenzialità, ormai senza soluzione di continuità.

Anche se i cambiamenti avvengono con continuità, ogni tanto si avverte di aver fatto un salto in avanti. Con oggi ho realizzato un altro passo verso la realizzazione dei miei obiettivi. Quale è questo passo?

Diventare parte attiva nella formazione!

Finora nei corsi in aula, video ed audio corsi, ebook, libri, dispense sono stato dalla parte di chi imparava. Con oggi muovo il primo passo nella promozione e la diffusione di prodotti ed eventi della formazione e crescita personale.

Questa decisione è maturata nelle ultime settimane quando ho avuto l’evidenza che i miei studi sulla crescita personale e finanziaria, oltre ad essere stati utili a me, potevano essere utili anche alle persone con le quali sono in contatto quotidianamente.

Il primo passo è stato quello di avviare questo blog. I successivi mi porteranno a diventare sempre di più ambasciatore del miglioramento personale. I 3 pilastri sui quali ritengo si costruisce l’equilibrio di un individuo sono: il benessere fisico, il benessere psicologico e il benessere finanziario.

Ho voluto cominciare dal benessere finanziario (ecco perché questo blog). Perché è quello che le persone riescono a percepire più facilmente. Anche se sono convinto che occorrerebbe partire da quello psicologico.

In realtà in questo blog i miei post avranno per oggetto tutti e tre gli elementi. Anche se il focus principale è sul benessere finanziario.

Concludo questo mio post con dei ringraziamenti.

Sono Nello Acampora e Daniele Bogiatto. Oltre che imprenditori sono delle persone eccezionali. E grazie a persone come loro che abbiamo la opportunità di avere attenzione in Italia alla formazione di qualità.

Oltre alle doti professionali, hanno delle qualità umane molto elevate. Da loro c’è molto da apprendere non solo su come si manda avanti un business, ma anche come ci si relaziona con gli altri e quali possano essere i valori di persone di valore.

Grazie a loro ho avuto il piacere di conoscere anche Mark Jackson. Persona delicata e spirituale. E qualcosa mi dice che quell’incontro è destinato ad essere l’inizio di qualcosa.

Per chi fosse curioso di approfondire chi sono Nello e Daniele ecco i loro blog:

Nello Acampora: http://blog.hiperformance.it/

Daniele Bogiatto: http://blog.danielebogiatto.it/

Altri articoli sconvolgenti sulla H1N1


Qui vi espongo la mia personale opinione sui vaccini: NON USATELI ASSOLUTAMENTE !!!

Sono esperto di informatica. Me ne occupo da più di 25 anni e vi dico che molti virus informatici vengono creati ad hoc per vendere “il vaccino”. Ho la precisa evidenza che in campo medico si sta facendo la stessa cosa.

Avete il diritto di credere o rifiutare questa versione dei fatti. Ma avete il preciso dovere di informarvi e cercare di capire. Non seguite “bovinamente” (mi verrebbe da dire “suinamente”. Ma questa faccenda non mi fa ridere) le informazioni della televisione e dei giornali. Le forze occulte che hanno il potere, governano la comunicazione. E’ rimasto solo internet come mezzo di informazione indipendente. Vi prego. Informatevi e fate circolare anche queste informazioni.

Volete continuare ad usare il vostro sistema immunitario o volete diventare schiavi dei farmaci?

Qui si parla della inoculazione “premeditata” del virus del cancro da parte della Merck:

http://www.liberamenteservo.it/modules.php?name=News&file=article&sid=2432

Ecco notizie di luglio 2009 su H1N1. Come si prepara una pandemia :

http://www.liberamenteservo.it/modules.php?name=News&file=print&sid=3114


giovedì 19 novembre 2009

Dimmi cosa ti fa sbadigliare e ti dirò chi sei?




Un modo facile per stabilire sei stai percorrendo la giusta strada verso la libertà finanziaria è l’osservazione, in noi stessi e negli altri, di cosa fa sbadigliare.

Prova ad immaginare una situazione in cui ci sono due persone. Una la chiameremo Libero e l’altro Piero.

Libero e Piero sono al bar e stanno chiacchierando del più e del meno. La radio è accesa su una stazione particolare che trasmette soltanto notizie economiche e sportive.

Sono le 16.00 e cominciano le notizie sportive. La squadra capolista ha vinto contro la sua antagonista. Quel determinato calciatore non potrà essere in campo. L’allenatore dell’ultima in classifica ha la panchina a rischio. I tifosi in quella partita hanno manifestato in modo violento alla sconfitta della loro squadra. E così via. Libero Sbadiglia. Proprio non sa che farsene di queste notizie. Ma quando arrivano le notizie economiche?

Alle 17.00 cominciano le notizie economiche. Le borse oggi sono in ripresa. L’oro è ai massimi degli ultimi venti anni. L’euro è in salita rispetto al dollaro. La disoccupazione aumenta. I tassi di interesse sono ai minimi. Anche l’economia cinese rallenta. E così via. Piero sbadiglia. Proprio non sa che farsene di queste notizie. Ma quando arrivano le notizie sportive?

Attento a quale sia il motivo dei tuoi sbadigli. Potresti avere un segnale chiaro del perché la tua situazione finanziaria non è così rosea come vorresti.

Se sei attento alle notizie sportive. Al gossip. Alle notizie relative alle persone famose e impieghi la maggior parte del tuo tempo a vedere la televisione, probabilmente sei attento ad osservare le persone che hanno trovato il modo di guadagnare il denaro e non sei molto attento a guadagnarlo tu.

Il denaro si muove dalle tasche di una moltitudine di persone per arrivare in quelle di una minoranza. Quella minoranza che è attenta a quello che accade nel mondo finanziario. Quella parte della gente che conosce la finanza. Sa come si muove il denaro. Ed in particolare modo conosce la magia degli interessi composti (questo argomento sarà l’oggetto di un prossimo post). La gente comune sta dal lato sbagliato del percorso del denaro.

Accresci la tua conoscenza del mondo finanziario. Di come si muove il denaro ed i mercati. Metti la stessa passione che impieghi a conoscere a memoria la formazione della squadra del cuore. I risultati delle ultime partite compresi i marcatori ed il minuto in cui hanno segnato. La classifica delle serie maggiori. Chi sarà La seconda guida della Ferrari il prossimo anno. etc.

Prova invece a sapere cosa ti aspetta per il futuro. In cosa può essere opportuno investire e perché.

Il giorno in cui comincerai a sbadigliare durante le trasmissioni televisive invece che davanti ai grafici del forex, e saprai dire quale è il cambio euro/dollaro, come hanno aperto i mercati europei e come si prevede che aprirà Wall Street. Abbi fiducia. I risultati non tarderanno ad arrivare!


lunedì 9 novembre 2009

L’ostacolo alla libertà finanziaria: Le credenze limitanti.



Quando ho iniziato il mio personale percorso verso la libertà finanziaria, ho compreso quello che è il nostro più grande ostacolo alla realizzazione di noi stessi: le credenze limitanti.
Le credenze sono le tue convinzioni rispetto ad un argomento. E non parlo di quelle a livello cognitivo. A livello logico. Ma parlo di quelle al livello più profondo della tua personalità.

“Le CREDENZE consistono in ciò che noi crediamo essere vero o falso, e derivano da interpretazioni di eventi o di azioni” (Anthony Robbins, Come ottenere il meglio da sé e dagli altri).

Non sono gli eventi esterni della nostra vita a modellarci ma le nostre convinzioni sul SIGNIFICATO di tali EVENTI.

Le Credenze sono sensazioni di certezza; sono forze guida che ci indicano che cosa ci condurrà al dolore e/o al piacere.

Le credenze sono il nostro VANGELO personale. Ognuno si racconta qualcosa e crederci fino al punto di vivere in funzione della credenza.

Esempio: “Non comincio bene la giornata se non faccio una abbondante colazione.”; “Quando sono sicuro di qualcosa nessuno potrebbe fermarmi”; “Non sono capace di …”; “Sono un pignolo”; e cosi via.

Cambiare le credenze limitanti, quelle che ti racconti ma che non hanno nessun fondamento è il primo passo verso la crescita individuale.

Certe volte è sufficiente cambiare il proprio linguaggio interiore e cosa ci diciamo rispetto ai vari aspetti della vita.

Se tu credi che una cosa sia possibile, sei intimamente convinto che si possa fare, utilizzerai tutte le tue risorse per fare ciò che credi.

Andando verso le cose che vuoi, ti imbatterai in situazioni e persone che non è tuo potere decidere di incontrare. Fanno parte della casualità. Ma se stai andando con convinzione verso qualcosa, molte di quello che ti capita sarà utilizzabile per arrivarci prima (questo è spiegato molto bene nei libri di “Fattore Fortuna” di Richard Wiseman e “Il cigno nero. Come l’improbabile governa la nostra vita” di Taleb Nassim N.).

Oltre alla casualità, ovvero la possibilità di trovare sulla tua strada occasioni e persone che non puoi prevedere o organizzare di incontrare, nella massima successiva c’è un altro bel concetto sulla fortuna.

"La fortuna è quel momento in cui la preparazione incontra l’opportunità"

Riassumiamo.

Per ottenere un risultato devi innanzitutto credere che sia possibile. Prepararti e formarti per affrontare la strada che ti porterà al risultato. Cogliere e sfruttare tutte le opportunità che ti capitano durante la strada.

Il primo passo per il tuo risultato è credere che sia possibile.

Tu ritieni possibile raggiungere la libertà finanziaria?

Se non hai letto i post precedenti ti riassumo il concetto.

La libertà finanziaria è quella condizione in cui guadagni abbastanza per vivere dignitosamente (o alla grande, fai tu) senza lavorare. Guadagnare anche mentre dormi o sei in vacanza.

Ho sentito un “magari” venire da li in fondo. Ed un “impossibile” da quella parte.

Non è così. Non solo è possibile, ma è “fattibile”.

Seguimi nei prossimi articoli e saprai come.



Come l'improbabile governa la nostra vita
ISBN: 9788856501193
momentaneamente non disp.
Prezzo € 10,00

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Lo scienziato dell'ottimismo svela i quattro principi per "imparare" a essere fortunati
ISBN: 8845424553
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domenica 8 novembre 2009

Influenza suina A / N1H1 - Link da non perdere!


Ecco alcuni articoli che per me è necessario leggere.

Almeno per avere un punto di vista differente rispetto alla informazione tradizionale.

Internet e un movimento anti-vaccino H1N1
Lettera aperta di Claudia Rainville. 2 novembre 2009
http://www.disinformazione.it/claudia_rainville.htm

Le Pandemie inventate come strategia di “Disease Mongering”?
Nuovi vaccini pandemici per "nuovi malati".
Ecco la medicalizzazione della società
Marcello Pamio – 2 ottobre 2009
http://www.disinformazione.it/pandemie.htm

Vaccinazioni: perché sono un pericolo
Dottor Mercola - 8 settembre 2009
http://www.disinformazione.it/vaccini_squalene.htm

L'influenza suina A/H1N1 e i pericoli della vaccinazione


Macrolibrarsi.it presenta: L'INFLUENZA SUINA A/H1N1 - Un indagine accurata e scientifica per una scelta consapevole

Ho trovato un libro (disponibile anche in formato eBook) che chiarisce in modo approfondito e scientifico quello che è il mio punto di vista sulla influenza suina A / H1N1

Riporto la descrizione del libro:

Già da alcuni anni i mass media trasmettono notizie allarmanti su possibili infezioni pandemiche che dovrebbero provocare milioni di morti.

In questi ultimi mesi anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha preso una posizione più definita del solito nei confronti dell’influenza A/H1N1, detta “Suina”, che ha inspiegabilmente e fin da subito chiamato “Pandemia 2009”.

In realtà, se si va alle fonti delle varie notizie, se si analizzano obiettivamente i dati scientifici disponibili confrontandoli con quelli della comune influenza stagionale e se si interrogano gli esperti di virologia e di epidemiologia, emergono subito molte evidenti contraddizioni.

Ogni persona ha non solo il diritto, ma anche il dovere, di informarsi adeguatamente su questo argomento, sia per dare il proprio vero “consenso o dissenso informato” alla vaccinazione, ma anche per consigliare i propri familiari che non potranno né informarsi né proteggersi: i bambini e gli anziani.

Questa pubblicazione nasce da un attento e approfondito studio di tutta la letteratura scientifica sull’argomento e, in particolare, è il frutto della consultazione dei ricercatori che sono notoriamente indipendenti dalle spinte commerciali che muovono i grandi interessi sanitari. Oggi non possiamo più credere a priori ai mass media, ma neppure ai grandi enti governativi che dovrebbero salvaguardare il nostro bene. Noi siamo i primi responsabili della salute nostra e dei nostri figli e se demandiamo ad altri il compito di salvaguardarla, rischiamo di perderla, talvolta anche in modo irreversibile.

Tutto quello che devi sapere per tutelare davvero la tua salute e quella dei tuoi cari:

● l’influenza A/H1N1 è molto contagiosa ma poco pericolosa;

● i vaccini antinfluenzali sono praticamente tutti inefficaci e comunque meno utili delle più comuni e banali misure di igiene personale;

● i vaccini antinfluenzali e i farmaci antivirali possono essere molto pericolosi per alcuni soggetti;

● il vaccino contro l’influenza A/H1N1 è totalmente inaffidabile, sia perché non è stato sufficientemente sperimentato, sia perché la sua efficacia è del tutto teorica, sia perché la sua innocuità è completamente ipotetica e infine perché sarà un vaccino che conterrà alte dosi di mercurio e di un adiuvante tossico che è stato aggiunto per cercare di accrescerne la bassissima efficacia;

● l’irremovibilità con cui l’OMS porta avanti la sua politica pro-vaccinazione di massa è tanto sospetta quanto antiscientifica e molti ricercatori si chiedono cosa si nasconde dietro questa vaccinazione.

E queste sono note sull'autore:

ROBERTO GAVA

Il Dott. Roberto Gava si è laureato in Medicina all'Università di Padova, si è specializzato in Cardiologia, Farmacologia Clinica e Tossicologia Medica, per poi perfezionarsi in Agopuntura Cinese e Omeopatia Classica.

Dopo dieci anni di lavoro in ambiente universitario ed essere stato autore di libri di Farmacologia e di più di un centinaio di pubblicazioni scientifiche, da una quindicina di anni sta cercando di studiare gli approcci medici non convenzionali, rivedendoli anche alla luce delle attuali conoscenze scientifiche, essendosi convinto che il medico deve aprirsi a molte tecniche terapeutiche scegliendo di volta in volta per il suo paziente quella che è più appropriata.

Per maggiori informazioni o per acquistare libro o eBook clicca sul link qui sotto

Macrolibrarsi.it presenta: L'INFLUENZA SUINA A/H1N1 - Un indagine accurata e scientifica per una scelta consapevole

sabato 7 novembre 2009

Influenza suina. ORA BASTA!!!




Non ce la faccio più!

Sento la necessità di scrivere sulla influenza suina perché rispetto a questa faccenda accade esattamente quello che accade in finanza.

Cosa accade?

Che c'è un gruppo di potere (enti, società, amministrazioni, etc.) che ha l'interesse di influenzare il comportamento delle persone in modo che sia coerente con il proprio scopo.

E guarda caso lo scopo è sempre a vantaggio del gruppo di influenza e a danno di quelli influenzati.

Quindi questo post sull'influenza suina non è fuori contesto rispetto alla libertà finanziaria.
Perché essa passa anche per l'indipendenza di pensiero.

Ed i meccanismi con i quale vi formate le opinioni sono gli stessi.
E l’apertura mentale che occorre per approfondirsi e guardare le cose da altre angolazioni vi servirà anche per vedere da altre angolazioni il mondo della finanza.

Capire i meccanismi di quello che sta accadendo nella (dis)informazione sulla febbre suina, aiuterà nella comprensione della (dis)informazione finanziaria.

Andiamo ai fatti.

Siamo nell’epoca degli “inventori delle malattie”.

La medicina ed i farmaci nascono per un nobile motivo: migliorare lo stato di salute degli individui. Permettere la cura di infezioni o malattie e permettere il miglioramento dell’esistenza degli individui.

Ma quando lo scopo passa da: “studiare e realizzare farmaci per migliorare la vita” a “inventare malattie per vendere farmaci” ci troviamo di fronte ad un immenso inganno.

Come si “inventa” una malattia?
Più o meno manipolando dati e l’informazione.

Un esempio che può aiutare a comprendere è relativo alla balneabilità del mare.
Ricordo il tempo nel quale il livello dei colibatteri nel mare determinava la balneabilità.
Ed un giorno un tratto di mare notoriamente non balneabile, lo diventò.
Avevano messo un depuratore? No!
Era cambiato qualcosa nel mare? Nemmeno.
Avevano semplicemente abbassato il valore di soglia dei colibatteri sopra il quale il mare è da considerare non balneabile.

Come la chiamate voi questa? Io truffa.

Seguendo lo stesso criterio, nell’ambito della medicina, hanno cambiato il valore sopra il quale il colesterolo è da considerarsi pericoloso. Poiché le vendite dei prodotti anti-colesterolo non raggiungevano le aspettative, hanno abbassato la soglia per farci entrare più persone.

Divertente, vero?


E’ tutta una questione di prospettive e di corretta informazione.

Quindi un giorno sai di stare sotto il livello di allarme e senti di stare bene.

Il giorno dopo vedi che i tuoi valori sono oltre la soglia e cominci a preoccuparti. Magari vai dal medico che ti prescriverà farmaci anti-colesterolo.

Divertente, vero?

Vogliamo parlare del numero dei morti negli incidenti aerei o automobilistici?

Sai quante persone all’anno muoiono, o hanno danni permanenti, da incidenti aerei?

E sai quante invece in incidenti aerei?

Te lo dico io.

Vittime di incidenti aerei nel 2008 439 vittime contro le 587 del 2007

Stiamo parlando di 439 morti in tutto il mondo in un anno.

Il numero di vittime di incidenti su voli di linea nel mondo è in discesa.
Ed il numero di morti è da rapportare a 10 milioni di partenze.

Cosa accade invece sulle strade?

Nella comunità europea muoiono ogni anno circa 39.000 persone.

Non riesco a trovare i dati mondiali. Ma ho validi motivi per pensare che debbano essere centinaia di migliaia.

Ma nonostante questa evidenza. Cioè 439 vittime rispetto a centinaia di migliaia, la maggior parte delle persone ha paura di volare per paura degli incidenti.

Perché questo?

Perché un incidente aereo viene molto documentato con tanto di riprese del luogo del disastro, dei reperti, della scatola nera, il racconto dei sopravvissuti, etc.

Le morti in auto che conosciamo sembrano essere solo quelle del sabato sera.

Di tutte le altre, poiché non ne abbiamo notizia (ne tantomeno ci preoccupiamo di approfondirle), per noi non esistono.

Morale della favola.

Esiste soltanto quello di cui si parla in televisione. Al massimo sui giornali.

Ritorniamo all’influenza suina.

Se ti dicono in televisione che anche oggi ci sono stati altri 2 morti. Ed un c’è stato ieri. Ed altri gli altri giorni, in uno stillicidio di notizie quotidiano. Comincerai inevitabilmente a preoccuparti di questa “strage” che l’influenza sta facendo.

Ma quanti si documentano su quanti morti ha fatto l’anno scorso l’influenza stagionale?

Sai dirlo?

Te lo dico io.

Non esiste uno studio approfondito di sorveglianza epidemiologica che individui con precisione le cause di morte per influenza. Ma i dati comunicati hanno una oscillazione tra 5.000 e 8.000 l’anno. Addirittura 20.000 nel 2004.

Perché allora le persone hanno tanta paura di questa influenza suina e non si preoccupano nella stessa misura (se non molto di più) di quella stagionale?

La risposta è evidente.

C’è un potere che vuole che vi preoccupate di quello che gli interessa.

Che ha anche il potere di governare l‘informazione.

Di pagarla. Di manovrarla a suo uso e consumo.

Sai quanti professionisti, nell’ambito medico e non, vengono pagati (in un modo o in un altro. Con denaro, promozioni, visibilità, regali, vacanze, etc.) in modo da dirti quello che conviene a loro?

Se non lo sai, faresti meglio a documentarti e capire come funziona il mondo dell’informazione.

Visto che i tuoi comportamenti possono dipendere da esso.

Nel prossimo post aggiungo i link ad una serie di informazioni che vi mostreranno una faccia di questa faccenda che vi sorprenderà. E se sei una persona intelligente, ti farà proprio incazzare di brutto, quando scoprirai di essere sotto un costante tentativo di manipolazione.

Nei Post ancora successivi indicherò le relazioni tra (dis)informazione e finanza.


martedì 3 novembre 2009

Investi? Attento al CashFlow!



Continuo ad incontrare persone che finanziariamente, dal mio punto di vista, invece di farsi del bene si fanno del male.

Faccio un esempio ricorrente per quelli che acquistano immobili per investimento da mettere a rendita.

Molti si concentrano sul minor costo possibile degli interessi. Un poco per cultura personale, ed un poco perché i “consulenti” della banca (chi mi conosce sa l’opinione che ho dei “consulenti” della banca) ti dicono: “Fai un mutuo corto. Massimo a 20 anni, altrimenti il costo degli interessi sarà molto alto se ti allunghi a 25 o 30.”

A prima vista sembrerebbe un buon consiglio.

Io sono del’opinione che gli investimenti “finanziariamente intelligenti” devono metterti soldi in tasca e non toglierteli.

Ma ti invito a seguirmi in questo esempio di investimento. Dopo deciderai quale è l’atteggiamento migliore.

Immagina di acquistare un piccolo immobile del valore di 60.000 euro. Non hai anticipo. Ma vuoi cominciare ad investire. Guadagni uno stipendio di 1.500 euro. Mettiamo che stai in pareggio con le tue spese. Non riesci a risparmiare e neanche di devi indebitare per andare avanti.

Riesci ad ottenere dalla banca un mutuo del 100%.

Sai che l’immobile puoi affittarlo a 500 euro al mese.

Ti propongono un mutuo a tasso fisso a 15 anni con una rata di 497 euro. Perché così pagherai soltanto circa 30.000 tra interessi e spese.

Se tu facessi un mutuo a 35 anni la rata sarebbe di 335 euro ed il totale tra costi ed interessi sarebbe di circa 80.000 euro.

Salti dalla sedia e dici: “Caspita! ci sono 50.000 euro di differenza. Sarei matto a fare un mutuo così lungo.”

Accetti di fare il mutuo a 15 anni ed esci dalla banca felice di aver ricevuto un buon suggerimento ed di aver fatto un buon affare. Cominci già a pregustare il momento quando tra 15 anni sarai il proprietario della casa. Pensi che la rata è dello stesso importo del fitto e che quindi, senza sforzo il mutuo si pagherà da solo.

Tutto comincia per il meglio. Salvo un particolare. Non avevi considerato che ci sono altri costi. ICI, manutenzioni straordinarie, ristrutturazioni, l’assicurazione per garantirti nel caso l’inquilino no paghi, e le tasse. E si le tasse!

Ti rendi conto che la media mensile delle uscite che sostieni per l’investimento sono superiori alle entrate.

Questo investimento ti sta togliendo denaro dalla tasca.

Sei costretto a stringere la cinghia, a ridurre il tuo tenore di vita, a vivere con la preoccupazione di pagare il mutuo.

Per lunghissimi 15 anni!

Hai sentito parlare di chi non è riuscito a pagare alcune rate del mutuo e la banca gli ha addebitato molti costi. E per sistemare ha dovuto fare enormi sacrifici.

Addirittura c’è chi ha perso il lavoro, ha dovuto fermarsi nel pagamento delle rate di mutuo e la banca ad un certo punto gli ha pignorato la casa che è stata messa all’asta e venduta.

Considera ora la seconda possibilità: rata più bassa e maggiore spesa di 50.000 euro.

A prima vista sembrerebbe follia. Ma non è così.

Parti con il mutuo a 35 anni di 335 euro. Ogni mese riesci a mettere del denaro in tasca.

Della differenza di 165 euro che percepisci, ne accantoni una parte come fondo di sicurezza ed un’altra parte la investi.

Hai scoperto che ci sono degli investimenti ad alto rendimento che possono raddoppiarti il capitale anche in meno di un anno. Decidi per 50% nel fondo di sicurezza in contanti e l’altro 50% lo investi.

Le cose vanno bene e dopo un anno ti trovi con circa 1.000 euro in contanti (con i quali ti passi le tasse e qualche altra spesa) e con gli altri 1.000 euro che sono diventati 2.000 euro.

Dopo un altro anno metti altri 1.000 insieme ai 2.000 (totale 3.000) che alla fine dell’anno dopo sono diventati 6.000 euro. Continui così per 5 anni e ti trovi abbastanza denaro da estinguere il mutuo.

Dal sesto anno in poi non hai più il mutuo da pagare e decidi di investire metà del fitto. L’altra metà vuoi cominciare a godertela.

Riesci a mettere da parte circa 3000 euro l’anno. Continui ad investire ad alto rendimento.

Dopo circa altri 8 anni sei diventato milionario e proprietario di una casa completamente pagata.

Nel primo caso hai privilegiato i desiderio di possedere una casa.

Nel secondo caso hai privilegiato il desiderio di vivere con più denaro.

Concludo dicendoti che potresti non aver creduto che ci sono possibilità di investimento con rendimenti così alti. Ti saresti comunque trovato a vivere per moltissimi anni con 165 euro in più ogni mese.

A te la scelta!

P.S.
Sei vuoi sapere come far rendere il tuo denaro come ho descritto, scrivimi a: luigi.lanzetti@npover.com

Qui puoi trovare i libri per la tua crescita personale e finanziaria

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